Compagnia dei Giovani

Compagnia dei Giovani

L’associazione culturale Compagnia dei Giovani, composta da soci di età inferiore ai  35 anni (con un paio di “fuori quota”), è stata fondata nel 2008 da membri del gruppo I Giovani de L’Armonia, l’associazione tra le compagnie dialettali triestine, alle cui stagioni teatrali partecipa ininterrottamente dal 2009. Caratteristiche della Compagnia sono la spontaneità, il ritmo e la frizzantezza delle produzioni teatrali, con una continua ricerca di una comicità immediata  ed originale, spesso mettendo alla berlina le piccole manie dei giorni nostri – dalle nuove tecnologie al veganismo, passando per i social network. Sotto la sapiente guida artistica di Julian Sgherla, che cura la regia degli spettacoli dal 2011, la Compagnia negli anni ha convinto pubblico e critica, consolidandosi nella realtà teatrale amatoriale triestina.

La Compagnia dei Giovani è stata fondata ufficialmente nel 2008 da un gruppo di attori amatoriali triestini, all’epoca poco più che ventenni, che condividevano l’esperienza all’interno del laboratorio teatrale organizzato da L’Armonia e dedicato, appunto, ai giovani. Con il senno di poi formare ufficialmente una compagnia teatrale è stata una mezza follia, eravamo sicuramente troppo giovani, inesperti e senza una solida formazione teatrale (anche se i corsi tenuti da Giuliano Zannier e Andrea Busico ci avevano aiutato in questo senso). Ma d’altronde se non avessimo compiuto questa piccola follia, adesso non saremmo qua a celebrare i nostri dieci anni di attività!

Il debutto vero e proprio della Compagnia avviene l’anno seguente, nella 24° stagione de L’Armonia con la commedia “Morir de rider”,  basata su un testo di Durrenmatt.

L’anno successivo il gruppo compie un altro fondamentale passo, affidando la regia a Roberto Eramo. Cambia anche il genere di commedia; dal grottesco humor nero di Durrenmatt si passa allo spumeggiante vaudeville di “Sarto per signora”,di Feydeau: “A.A.A. Ammezzato in via Milano”, questo il titolo dell’adattamento in dialetto triestino firmato da Giuliano Zannier. Oltre ad un buon successo di pubblico, lo spettacolo raccoglie anche un premio individuale, quello assegnato a Matteo Pecorella come miglior attore giovane della stagione de L’Armonia, intitolato a Maurizio Duiz.

La stagione successiva segna l’inizio della lunga e fortunata collaborazione della Compagnia con Julian Sgherla, la cui regia negli anni ha il fondamentale merito di plasmare la Compagnia così come la conosciamo adesso. Il frutto di questo primo incontro è la commedia dai toni cupi e fuori dal tempo “Quel che va drento… ga de vignir fora”, che vede il debutto come autore teatrale di Agostino Tommasi. Quest’ultimo, nelle vesti di interprete, vince il premio “Maurizio Duiz” come miglior giovane attore della 26° Stagione de L’Armonia.

La stagione seguente coincide con il trasferimento, per due anni, dal Teatro Silvio Pellico al Teatrino Basaglia situato all’interno del comprensorio dell’ex ospedale psichiatrico. Ne consegue, soprattutto per la nostra giovane Compagnia, un forte calo di spettatori. Non diminuisce invece la qualità della produzione teatrale, che vede in “Fantasmi amore e, valeriana – La prova generale” uno dei più grandi successi della Compagnia. Il testo, scritto a quattro amni da Tommasi e Sgherla, è un omaggio in salsa meta-teatrale all’omonima commedia di Osvaldo Mariutto, storico cavallo di battaglia del gruppo teatrale Il Gabbiano. Nell’ambito della stagione de L’Armonia, “Fantasmi, amore e… valeriana” si aggiudica, ed è il primo riconoscimento per la nostra Compagnia, il premio come miglior allestimento.

Nel 2013 è sempre Agostino Tommasi a curare l’adattamento di un testo anglosassone: “Questione di affari” di Chapman e Lloyd diventa “Bechi e (s)contenti”. Anche in questo caso la regia di Julian Sgherla dà vita ad una commedia spassosa e dal ritmo veloce, dove tra uomini d’affari serbi, finte escort e mogli compiacenti vengono inseriti dei rimandi alla Lisitrata di Aristofane. L’interpretazione di Andrea Massaria in questa commedia gli permette di aggiudicarsi il premio “Maurizio Duiz” come miglior attore giovane de L’Armonia.

L’anno successivo è quello del ritorno de L’Armonia al Teatro Silvio Pellico; per l’occasione la Compagnia presenta in cartellone “Chi va co’l sempio… se insempia”, libero adattamento in dialetto triestino de “La cena dei cretini” di Veber. La curata ambientazione negli anni ‘60 e la comicità del testo hanno fatto sì che la commedia raccogliesse un buon successo di pubblico.

Ma è con la commedia seguente che la Compagnia dei Giovani centra un successo unanime: “Robe de mati!” permette al gruppo di portare a casa i premi come miglior allestimento delle stagione de L’Armonia e di Staranzano, nonché i riconoscimenti per Elena Colombetta (miglior caratterista) e Andrea Carretta (miglior giovane). La trama del testo di Agostino Tommasi, vagamente ispirato a “Il medico dei pazzi” di Scarpetta, è un pretesto per ironizzare sulle quotidiane piccole follie di un gruppo di giovani coinquilini universitari. La commedia, accolta ovunque con grande successo, è anche quella più rappresentata dalla Compagnia.

Con “Fora el dente… fora el dolor”, stagione teatrale 2015/16 de L’Armonia, la Compagnia conferma l’avvenuta maturazione artistica del gruppo, conquistando nuovamente il premio come miglior spettacolo della rassegna teatrale di Staranzano. La commedia è un riuscito e originale riadattamento di “Fiore di Cactus” di Barillet e Grédy, eseguito come sempre da Agostino Tommasi; in questa divertente  vicenda, una sala d’aspetto di un dentista e un ristorante vegano fanno da cornice ad un triangolo amoroso alquanto insolito. Per la sua interpretazione, a Denis Rudes viene assegnato il premio “Maurizio Duiz” come miglior attore giovane della stagione de L’Armonia.

Nel 2017 è tempo finalmente di vacanze per la Compagnia! Peccato che siano delle “Vacanze a… remengo”, nuova fatica di Agostino Tommasi sempre affiancato alla regia da Julian Sgherla. Questa commedia frizzante, vivace e dal ritmo incalzante – come ormai da tradizione della Compagnia – ironizza con leggerezza sulla superficialità delle vacanze al tempo degli smartphone.

Arriviamo così ad adesso, a questa “Confeti garbi” che ci sta dando molte soddisfazioni. Una “Notte da leoni” in salsa triestina che, con un ritmo incessante, mantiene lo spettatore coinvolto in una girandola di scambi di persona, equivoci e colpi di scena, fino ad un finale esplosivo.

La tipologia di teatro che privilegiamo è quella della commedia frizzante, spassosa, che presenti una comicità basata sia su equivoci che sulla singola battuta o sketch. In questo modo, cerchiamo di raggiungere un pubblico più vasto possibile, strizzando l’occhio alle nuove generazioni sia come linguaggio che come temi affrontati.

Il modo in cui approcciamo ogni nuovo allestimento è particolare, in quanto si svolge in maniera compartecipata, lasciando molto spazio agli interventi di ognuno, alle idee e alle improvvisazioni che fioriscono durante le prove. Per questo motivo il testo da cui si parte è spesso poco più di un canovaccio, scritto da Agostino Tommasi con stretta supervisione del regista Julian Sgherla. Nel caso si parta da un testo già esistente, questo viene completamente riadattato, senza alcun “timore reverenziale”; l’idea è che il testo dev’essere al servizio della Compagnia, e non viceversa! Ovviamente non manca mai un rigoroso controllo della correttezza del dialetto triestino da parte della nostra Elena Colombetta.

Per quanto riguarda il dialetto utilizzato, la Compagnia non ha alcuna velleità di ricerca di un dialetto “puro” (per quanto questo concetto applicato ad una realtà dinamica e strettamente legata al tessuto sociale del tempo sia di per sé discutibile) ma propone un dialetto, seppur grammaticalmente corretto, legato alla contemporaneità, senza l’utilizzo di termini desueti o poco utilizzati nella parlata odierna.

Un altro aspetto importante da sottolineare è il fatto che le scenografie dei diversi spettacoli sono frutto di un vero e proprio lavoro di gruppo, dalla progettazione (anche con modelli 3D) alla realizzazione. Tutti i membri della compagnia si ritrovano quindi a costruire materialmente le scene, generalmente sacrificando qualche prezioso week-end!

In fase di aggiornamento.

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